
Ai sistemi di climatizzazione a soffitto radiante sono riconosciute ottime prestazioni, in termini di efficienza energetica e comfort ambientale, con riferimento particolare alle esigenze di comfort e raffrescamento ambientale connesse al periodo estivo. Infatti, se in rapporto al funzionamento come sistema di climatizzazione invernale i sistemi a pavimento radiante evidenziano le migliori prestazioni in relazione alle condizioni di comfort ambientale che si vanno a determinare(1), in rapporto al funzionamento in fase estiva le prestazioni di un sistema a soffitto radiante possono essere giudicate migliori se paragonate a quelle offerte da altri sistemi di climatizzazione estiva, radianti e non.
Certamente i climatizzazione estiva a soffitto radiante richiamano i progettisti ad una più attenta progettazione, basata su una accurata valutazione dei carichi termici interni ed un assolutamente preciso dimensionamento del sistema. …leggi
Le caratteristiche tecnico-realizzative dei sistemi a soffitto radiante influiscono direttamente e notevolmente sulle rese termiche del sistema e quindi sulle caratteristiche del comfort ambientale che vanno a determinare. Occorre pertanto conoscerle in maniera adeguata per poter effettuare appropriate scelte in rapporto alle specifiche esigenze ambientali.
Per i sistemi a soffitto radiante esistono fondamentalmente due differenti modalità di realizzazione: installazione in aderenza alle strutture, ovvero in aderenza al soffitto, ed installazione a controsoffitto mediante la realizzazione di una specifica controsoffittatura. Per la seconda modalità tecnico-realizzativa è in genere richiesto un maggiore spazio disponibile e, per interpiani al limite delle altezze utili richieste dalle normative, vi possono essere problematiche ostative all’installazione del sistema (es. i locali con altezze nette pari a m 2,70-2,75, non si prestano ad ospitare tali tipologie di impianto). …leggi
Ai fini di chiarire pregi e difetti dei sistemi radianti a pavimento ed a soffitto per il condizionamento degli ambienti, è opportuno mettere in relazione i requisiti dei differenti sistemi con i vincoli che questi pongono in rapporto agli spazi ed agli ambienti di installazione. Tale analisi va condotta in rapporto al funzionamento in riscaldamento invernale ed a quello in raffrescamento estivo. Ciascuno dei sistemi infatti presenta particolari aspetti negativi e/o positivi in rapporto allo specifico periodo di condizionamento ambientale considerato.
Sistemi a pavimento radiante. In sintesi, per quanto è possibile trattare la tematica nell’ambito di un articolo, si può evidenziare che l’uso di ampie superficie radianti consente di diminuire la temperatura di esercizio (al contrario di quanto avviene per i corpi scaldanti quali ad esempio i classici radiatori ad acqua, che per poter erogare la quantità di calore necessaria devono, vista la loro ridotta dimensione e superficie di scambio termico, necessariamente funzionare ad alta temperatura): in riscaldamento si possono mantenere temperature di funzionamento comprese tra i 30 ed i 35 °C, mentre in raffreddamento le temperature possono essere di circa 16-19°C. …leggi
La ricerca tecnologica indica attualmente differenti strategie percorribili per una adeguata attuazione degli obiettivi di comfort ambientale in ambiente indoor, con particolare riferimento alle esigenze di climatizzazione invernale ed estiva degli ambienti. L’uso di camere di prova specificamente dedicate alla individuazione dei parametri ambientali (temperatura, velocità dell’aria, ecc.) propri delle condizioni microclimatiche indotte dalle differenti tecnologie di condizionamento degli ambienti, nonché preposte all’individuazione delle specifiche rese termiche in riscaldamento ed in raffrescamento per ciascuna delle differenti tecnologie utilizzabili, ha reso disponibili dati, tabelle e diagrammi in riferimento ai quali, utenti finali, progettisti ed imprese del settore possono orientarsi ed indirizzare le loro scelte. …leggi
Il “Radon” è un agente inquinante e, più specificamente, un gas naturale incolore, insapore ed inodore, di cui da anni è stata accertata la pericolosità sulla salute umana. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha già classificato questo gas come “sicuramente cancerogeno”.
Il Radon è un elemento della catena radioattiva dell’uranio 238 e si origina dal terreno, dalle rocce ed anche da alcuni materiali da costruzione. Il Radon, una volta immesso in atmosfera, può venire inalato senza possibilità di accorgersi del fatto e può determinare serissimi danni a carico dall’apparato respiratorio, bronchiale e polmonare in particolare. La sua concentrazione in ambiente dipende essenzialmente da fattori inerenti la tipologia dei terreni e dei materiali dai quali si sprigiona, quali ad esempio la concentrazione di Radio 226 (1) che caratterizza tali materiali; da fattori inerenti le condizioni di ventilazione indoor degli ambienti; da fattori di livello microclimatico, quali i livelli di pressione, di temperatura,ecc. …leggi