14
Ott08
Benessere abitativo e comfort ambientale
Il raffrescamento radiativo come strategia per il condizionamento passivo degli ambienti
Il raffrescamento radiativo degli ambienti è una interessante opportunità e soluzione tecnica che consente di evitare l’installazione dei tradizionali condizionatori d’aria o, in ogni caso, di apparecchi che provvedono alle esigenze di climatizzazione degli ambienti immettendo negli stessi flussi d’aria raffreddata.
Tale soluzione infatti non è sempre ben tollerata ed il gradimento dell’utenza non risulta omogeneo: i flussi di aria raffreddata, sopratutto quando fa molto caldo, possono essere caratterizzati da temperature e velocità dell’aria non sempre del tutto gradevoli ed in vari casi possono essere fonte di sensazioni di malessere, determinando un effetto opposto a quello ricercato nell’obiettivo di determinare adeguate condizioni di benessere ambientale.
Il raffrescamento radiativo, che rientra nel più ampio settore del raffrescamento passivo degli ambienti, consente di superare le problematiche sopra esposte attraverso una modalità di funzionamento sostanzialmente differente e che non precede l’immissione in ambiente di flussi d’aria fredda. In sostanza utilizza degli elementi specifici, in genere pannelli, dentro i quali circola acqua fredda: il funzionamento è analogo a quello che caratterizza i pannelli radianti per il riscaldamento, con la differenza che il fluido circolante è freddo anziché caldo.
Ciò fa sì che il pannello possa assorbire il calore dall’ambiente stesso, calore che va a far aumentare la temperatura del fluido di raffrescamento che circola nei pannelli (in genere acqua). Il fluido va di fatto poi raffreddato per mantenere costantemente una certa differenza di temperatura tra esso e l’ambiente da raffrescare (tanto più la temperatura del fluido si approssima a quella ambiente, tanto più l’efficienza del sistema diminuisce). Ciò può avvenire mediante uno scambiatore di calore o attraverso la semplice sostituzione dell’acqua.
Un raffrescamento di questo tipo consente, se attuato ad esempio mediante pannelli radianti disposti a soffitto (realizzando una sorta di controsoffitto radiante) o a parete, di ottenere una omogenea distribuzione della temperatura negli spazi in oggetto, ed è caratterizzato da una rapida reazione dell’ambiente, in termini di variazione di temperatura, al funzionamento del sistema, nonché dalla possibilità di ottenere una precisa regolazione della temperatura nell’ambiente stesso.
Il più delle volte tali sistemi di raffrescamento possono prevedere pannelli radianti collegati ad un sistema di riscaldamento ed utilizzabili quindi, durante l’inverno, per il riscaldamento ambientale. Nel periodo estivo in molti casi è sufficiente far circolare all’interno dei pannelli l’acqua alla temperatura di acquedotto per ottenere un efficace raffrescamento radiativo. Del resto acqua eccessivamente raffreddata potrebbe portare all’insorgere di fenomeni e problematiche di condensa sulla superficie esterna dei pannelli.
La tecnologia è particolarmente interessante in relazione ad ambienti, ad esempio uso ufficio, caratterizzati da ampi spazi da climatizzare ed altezze di interpiano sufficienti alla realizzazione di specifiche strutture di controsoffitto.
I vantaggi ambientali connessi all’utilizzazione di tali sistemi di raffrescamento, oltre che relativi a migliori condizioni di climatizzazione e di benessere ambientale, risultano importanti se visti in relazione alle modalità di funzionamento degli attuali e più diffusi sistemi tradizionali di climatizzazione, caratterizzati da un elevato input energetico (connesso all’utilizzazione dell’energia elettrica necessaria al funzionamento delle macchine) e da elevate emissioni inquinanti in ambiente che, seppur non più caratterizzate dalla presenza dei CFC (attualmente vietati), risultano comunque importanti in termini di inquinamento termico nell’ambiente urbano.
Impianto di raffrescamento radiativo realizzato con pannelli radianti della “Greenvision ambiente technologies”.
Domenico D’Olimpio
