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Il comportamento bioclimatico dei modelli urbani ad alta densità

Alta densità urbana

L’alta densità urbana di New York (Immagine tratta da “Wikipedia” enciclopedia on-line, alla voce “Grattacieli”)

Analizzando le implicazioni bioclimatiche del modello urbano ad alta densità, considerando le dinamiche fenomenologiche dal punto di vista fisico, risulta evidente come, alle medie e basse latitudini, ad una edilizia intensiva corrisponda un incremento degli scambi energetici dovuti a fenomeni di reirraggiamento tra edifici aventi ampie facciate prospicienti, con una minore quantità della quota-parte reirraggiata all’esterno del sistema urbano in conseguenza della diminuzione del fattore vista pareti/cielo. Ciò significa che l’energia solare intercettata dalle superfici edilizie subisce riflessioni multiple rimanendo intrappolata negli assetti urbani. Questa dinamica è una delle cause del fenomeno dell’isola di calore urbana che, al contrario di quanto possa sembrare ad una interpretazione superficiale ed a quanto comunemente considerato, può costituire una fenomenologia tutt’altro che negativa e legata a condizioni di discomfort ambientale, ma utilizzabile, quando opportunamente controllata, ai fini di aumentare efficienza energetica dei sistemi insediativi.
In sostanza, nel periodo invernale, l’isola di calore urbana comporta una diminuzione del salto di temperatura (T) tra la temperatura di comfort e quella esterna, determinando la possibilità di ottenere sensibili riduzioni dei consumi energetici legati all’approvvigionamento termico degli edifici (vedere anche l’articolo del “Isola di calore urbana e fabbisogno energetico degli edifici”).
Il fenomeno dell’isola di calore urbana può avere conseguenze negative sul comfort ambientale nel periodo estivo, ma ciò accade attualmente poiché gli attuali assetti insediativi, nella maggior parte dei casi, non permettono idonee condizioni di ventilazione, le quali sarebbero da sole sufficienti a dissipare l’eccesso di calore.
Il modello urbano compatto, se adeguatamente progettato in relazione alle dinamiche fenomenologiche di ordine ambientale che caratterizzano il sito specifico nel quale realizzare l’insediamento urbano, consente quindi di giovarsi dell’anomalia termica positiva che costituisce l’isola di calore urbana, durante i periodi freddi, e di controllarne gli effetti durante i periodi caldi, consentendo lo smaltimento del calore in eccesso attraverso una efficace ventilazione degli ambiti urbani.
La ventilazione degli spazi urbani è tra l’altro un fattore fondamentale nella dissipazione delle sostanze inquinanti che caratterizzano le atmosfere urbane. Strategie di pianificazione basate sulla elevata densità urbana, con questa sviluppata in particolare attraverso edifici a torre, possono favorire ed aumentare le condizioni di ventilazione urbana. Studi sperimentali dimostrano che l’insediamento di edifici a torre ha l’effetto di diminuire il decremento della velocità del vento negli spazi interstiziali, anche se l’aumento fattore “rugosità del suolo” tenderebbe ad un effetto contrario di riduzione della velocità dei flussi di ventilazione. Dai risultati delle sperimentazioni si ricavano una serie di considerazioni in controtendenza rispetto alla strategia di sviluppo urbano in “orizzontale”: “Un incremento di densità urbana può produrre effetti benefici sul raffrescamento complessivo delle città, diminuendo gli effetti negativi dell’isola di calore urbana, purché si sviluppi in altezza e non planimetricamente” (1).

(1) - “Il raffrescamento passivo degli edifici”, M. Grosso, pag. 95

Domenico D’Olimpio

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