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Mar10

Benessere abitativo e comfort ambientale

La climatizzazione radiante. Pavimento, soffitto o parete radiante?

La ricerca tecnologica indica attualmente differenti strategie percorribili per una adeguata attuazione degli obiettivi di comfort ambientale in ambiente indoor, con particolare riferimento alle esigenze di climatizzazione invernale ed estiva degli ambienti. L’uso di camere di prova specificamente dedicate alla individuazione dei parametri ambientali (temperatura, velocità dell’aria, ecc.) propri delle condizioni microclimatiche indotte dalle differenti tecnologie di condizionamento degli ambienti, nonché preposte all’individuazione delle specifiche rese termiche in riscaldamento ed in raffrescamento per ciascuna delle differenti tecnologie utilizzabili, ha reso disponibili dati, tabelle e diagrammi in riferimento ai quali, utenti finali, progettisti ed imprese del settore possono orientarsi ed indirizzare le loro scelte. Nel 1999 escono le prime specifiche norme UNI riferite alla progettazione e realizzazione dei pavimenti radianti, le UNI EN 1264 1, 2 e 3 (1) perfezionate ed integrate poi successivamente nel 2003 (2) ed infine nel 2009 da norme maggiormente evolute riferite ai “sistemi radianti alimentati ad acqua per il riscaldamento e il raffrescamento integrati nelle strutture (3). E’ invece del 2005 la prima norma UNI EN, la 14240 (4) rivolta anche alle specifiche problematiche tecnico-progettuali e realizzative dei soffitti radianti; fino all’uscita di tale norma le principali normative in materia erano tutte riconducibili alle norme DIN (5) (non a caso tali tipologie impiantistiche fino a pochi anni fa erano prerogative dei Paesi centro e nord-europei).
Il fatto che la climatizzazione radiante sia una tecnologia impiantistica che solo negli ultimi 10-15 anni ha cominciato gradualmente ad avere un consenso diffuso in Italia da parte di utenti, progettisti ed imprese, facendo registrare pertanto la mancanza di un background consolidato in grado di rendere intelligibili i rapporti, sempre di difficile comprensione, tra efficienza energetica, rese termiche, comfort ambientale, aspetti economici e tecnico-costruttivi, sta attualmente determinando uno scenario in cui non è facile orientarsi per operare la scelta impiantistica (in tema di climatizzazione radiante) maggiormente appropriata per le proprie esigenze. Molteplici sono le aziende del settore termoidraulico presenti sul mercato che, operando magari prevalentemente su una tecnologia impiantistica anziché su un altra, ne decantano i pregi a priori, sottacendo circa gli aspetti negativi; oppure cercando di far apparire quale soluzione migliore quella più conveniente, per l’azienda stessa, dal punto di vista economico.
Fermo restando che, da persona che studia e lavora da molti anni sulle tecnologie per il comfort ambientale, sono convinto che non vi sia una soluzione impiantistica in assoluto migliore delle altre ma sia semmai individuabile una soluzione che, in rapporto a ciascun caso specifico (con le sue connotazioni ambientali, tecniche ed economiche ed anche soggettive dell’utenza finale) sia maggiormente appropriata, risulta ad ogni modo possibile avvalersi di specifici studi consolidati per avere almeno dei punti fermi circa le caratteristiche del comfort ambientale che si vanno a determinare utilizzando l’uno o l’altro sistema di climatizzazione.
Ai fini di ricercare la condizione di comfort maggiormente adeguata si può far riferimento, ad esempio, alla curva ideale del benessere termico, che risulta caratterizzata da valori di temperatura maggiori in prossimità del pavimento, pari a circa 19°C a m 1,50 dal suolo e pari a circa 16,5-17°C a soffitto.

Curva ideale del benessere

Fig. 1 – Curva ideale del benessere termico in ambiente indoor

Confrontando tale curva con quella caratteristica dei diversi sistemi di riscaldamento, ad esempio, è possibile trarre indicazioni circa le caratteristiche del comfort ambientale che si vanno ad instaurare (in rapporto alle esigenze di climatizzazione invernale). E’ facile verificare che la curva che più si rapporta, come andamento, alla curva ideale del benessere, è quella relativa ai pannelli radianti a pavimento, a seguire la curva propria dei pannelli radianti a parete e poi la curva del riscaldamento a soffitto. E’ possibile verificare, dai grafici, come il riscaldamento a pavimento offra una distribuzione di temperatura omogenea lungo il suo gradiente verticale; l’andamento del primo tratto, dal pavimento fino a circa 50 cm di altezza, risulta simile a quello della curva ideale del benessere, poi la temperatura fa registrare, nella sua stratificazione verso l’alto, una leggera e progressiva diminuzione fino ad un decremento (circa 0,5 -1°C) più repentino in prossimità del soffitto. Questo andamento è senz’altro quello che più si avvicina alla curva ideale del benessere tra le differenti curve di temperatura relative alla climatizzazione radiante analizzate.

Curva di andamento della temperatura

Fig.2 – Curva di andamento della temperatura nei sistemi a pavimento radiante

Il riscaldamento con parete radiante presenta infatti una curva circa simmetrica, caratterizzata da valori di temperatura più alti in prossimità di pareti e soffitto ed un andamento verticale costante; mentre il riscaldamento con soffitto radiante presenta una curva caratterizzata da valori di temperatura più bassi verso il pavimento e progressivamente crescenti verso l’alto fino a raggiungere il massimo in prossimità del soffitto, con una andamento sostanzialmente inverso rispetto la curva ideale del benessere termico.

Curva di andamento della temperatura 22

Fig.3 – Curva di andamento della temperatura nei sistemi a parete radiante

Curva di andamento della temperatura 24

Fig.4 – Curva di andamento della temperatura nei sistemi a soffitto radiante

Tali indicazioni possono essere utili per avere un minimo di orientamento nelle scelte impiantistiche, tenendo presente che tali aspetti vanno interrelati anche con quelli tecnico-costruttivi, economici, di fruibilità e di gestione degli spazi, che possono avere un peso differente a seconda delle loro specificità e delle esigenze dell’utenza. Non è consigliabile, ad esempio, smantellare un pavimento esistente ove non specificamente previsto per installare un impianto di riscaldamento a pavimento solo perché questo offre una migliore curva del benessere (un soffitto radiante sarebbe in tal caso molti più economico e di più facile realizzazione), come non è una scelta ottimale quella di installare un sistema di riscaldamento a soffitto in un ambiente costruito ex-novo a meno che non lo si utilizzi anche per il raffrescamento e quest’ultima esigenza sia prevalente rispetto quella della climatizzazione invernale.
In altre parole, ai fini di operare scelte appropriate, occorre tenere presente la molteplicità dei fattori che concorrono a determinare la congruenza della scelta impiantistica con la specifica situazione architettonico-ambientale, tenendo presente i punti fermi oramai assodati (come le curve di andamento delle temperature) ed interrelandoli con gli altri fattori in gioco.

(1) UNI EN 1264-1:1999 - Riscaldamento a pavimento - Impianti e componenti - Definizioni e simboli; UNI EN 1264-2:1999 - Riscaldamento a pavimento - Impianti e componenti - Determinazione della potenza termica; UNI EN 1264-3:1999 - Riscaldamento a pavimento - Impianti e componenti - Dimensionamento
(2) Norme ritirate con sostituzione nel 2009
(3) UNI EN 1264-1,2,3,4,5 :2009
(4) UNI EN 14240:2005 - Ventilazione degli edifici - Soffitti freddi - Prove e valutazione
(5) Norme elaborate dall’ente di normazione tedesco

Domenico D’Olimpio

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